Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Vicenza

Fondazione dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Vicenza

EMERGENZA CORONAVIRUS E ATTIVITÀ DI CANTIERE - AGGIORNAMENTO 28.03.2020 Feed

28/03/2020

Si pubblicano di seguito le note della Commissione Protezione Civile FOAV 

Aggiornamento 28.03.2020

TABELLA-Dpcm-22marzo-2020-eCantieri_2.pdf

 

NOTA DPCM 22 marzo 2020 e Cantieri

Il DPCM 22 marzo 2020, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, ha sospeso tutte le attività produttive industriali e commerciali ad eccezione di alcune specificate nell’Allegato I al Decreto stesso (identificate con i relativi codici ATECO).

Relativamente alle costruzioni si riportano in tabella (vedi allegato) le diverse attività attinenti alla SEZIONE F – COSTRUZIONI dei codici ATECO. La Sezione include la costruzione di edifici nel loro complesso (divisione 41), le opere di ingegneria civile (divisione 42), nonché i lavori di costruzione specializzati (divisione 43). Le attività, individuate dai codici ATECO, possono, in base al DPCM 22 marzo 2020, risultare sospese o meno.

Per quanto concerne ai cantieri, in assenza di chiare e ulteriori indicazioni, l’unico supporto interpretativo può trovare spunto nella lettura delle definizioni riportate nelle diverse attività ATECO.

Sono consentite le attività rientranti nella divisione 42 - COSTRUZIONE DI OPERE DI PUBBLICA UTILITÀ.

Si evidenzia che il gruppo 41.2 - COSTRUZIONE DI EDIFICI RESIDENZIALI E NON RESIDENZIALI  (non incluso nell’allegato 1 del DPCM), distingue la costruzione completa di edifici residenziali o non residenziali (attività non ricompresa nell’Allegato I del DPCM) mentre l’effettuazione di  sole parti specifiche del processo di costruzione, rientra nell'attività classificata nella divisione 43 - DEMOLIZIONE E PREPARAZIONE DEL CANTIERE EDILE.

Va considerato che non tutte le attività ricomprese nella divisione 43 risultano indicate nel citato Allegato I. Possono, infatti, rimanere operative le sole attività afferenti al gruppo 43.2 - INSTALLAZIONE DI IMPIANTI ELETTRICI, IDRAULICI ED ALTRI LAVORI DI COSTRUZIONE E INSTALLAZIONE, gruppo che include anche le attività di manutenzione e riparazione degli impianti stessi.

Considerate le finalità del decreto ovvero il  contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19, si ritiene, data la difficoltà di garantire  che le attività del gruppo 43.2, relativa agli impianti, possano avere luogo solo se non rientranti nel più ampia definizione del gruppo 41.2 - COSTRUZIONE DI EDIFICI RESIDENZIALI E NON RESIDENZIALI.

In definitiva, l’attività impiantistica svolta nell’ambito dei cantieri edili non dovrebbe avere comunque luogo, mentre risulterebbe possibile nelle circostanze riferibili alla manutenzione e riparazione di impianti esistenti.

In riferimento alle attività di costruzione che non risultano sospese, si ricorda la necessità del rispetto dei contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali.

Si ricorda inoltre la possibilità, per le attività sospese, di svolgere le operazioni propedeutiche alla stessa sospensione, entro il 25 marzo 2020. Nella sospensione del cantiere si raccomanda la messa in sicurezza dello stesso, degli impianti e delle attrezzature ospitati al suo interno.

TABELLA-Dpcm-22marzo-2020-eCantieri.pdf

 

Aggiornamento del 22/03/2020

CANTIERI EDILI, QUUALI ATTIVITA' SONO SOSPESE E QUALI POSSONO CONTINUARE

 


Aggiornamento del 20/03/2020

LINEE GUIDA CANTIERI EDILI. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha condiviso ieri 19 marzo 2020 con Anas S.p.A., RFI, ANCE, Feneal Uil, Filca-CISL e Fillea CGIL un “Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri edili”. Il Protocollo, che contiene le linee guida per i cantieri edili a seguito della diffuzione del Coronavirus, sono coerenti con il protocollo sottoscritto il 14 marzo 2020 da Cgil,Cisl,Uil Confindustria, Rete Imprese Italia, Confapi, Alleanza Cooperative.

 

Aggiornamento del 19.03.20202

RPT INTERVIENE SULL'ATTIVITA' DEI CANTIERI

Comunicato stampa RPT.pdf
L’emergenza causata dal Covid-19, con la relativa adozione del Dpcm 11 marzo 2020, pone un problema relativo all’attività nei cantieri, con particolare riferimento ai compiti del Direttore dei Lavori, del Responsabile dei Lavori e del Coordinatore per la fase di sicurezza in fase di esecuzione. A questo proposito, la RPT ha esposto la propria posizione ufficiale attraverso una lettera inviata al Premier Giuseppe Conte, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e al Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli. 

 

 

NOTA DEL 15.03.2020

In relazione all'evoluzione dell'emergenza da COVID-19 e alla gestione dei cantieri si formulano le seguenti considerazioni.
Il Dpcm 11 marzo 2020, al fine di contenere e gestire l'emergenza epidemiologica da COVID-19, considerato il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento dei casi sul territorio nazionale, ha determinato la sospensione di numerose attività.

Nelle FAQ relative al cosiddetto Decreto #IoRestoaCasa viene ribadita l’assenza di limitazioni alle attività lavorative che si svolgono nei cantieri e vengono riportate le indicazioni qui sintetizzate:

  • le imprese appaltatrici sono tenute ad adottare e ad applicare, ai fini della tutela della salute dei lavoratori, i necessari protocolli di sicurezza volti ad impedire la diffusione del contagio da Covid-19 tra i lavoratori, individuati in stretto raccordo con le autorità sanitarie locali
  • particolare attenzione dovrà essere prestata alle procedure anti contagio con riferimento alle attività di cantiere che si svolgono al chiuso
  • laddove non fosse possibile rispettare, per la specificità delle lavorazioni, la distanza interpersonale di un metro, quale principale misura di contenimento della diffusione della malattia, le imprese appaltatrici sono tenute a mettere a disposizione dei lavoratori idonei strumenti di protezione individuale
  • al riguardo, il coordinatore per l'esecuzione dei lavori provvede, ai sensi del decreto legislativo 81/2008, ad integrare il PSC e a redigere la relativa stima dei costi*
  • le stazioni appaltanti sono tenute a vigilare affinché siano adottate nei cantieri tutte le misure di sicurezza sopra indicate.
  • I lavoratori impiegati nei cantieri, non potendo usufruire, per ovvie ragioni, del lavoro agile, quale modalità ordinaria di svolgimento dell’attività lavorativa, sono sempre autorizzati allo spostamento dalla propria residenza/domicilio alla sede di cantiere e viceversa, anche quando la sede di cantiere sia situata presso una regione diversa da quella di residenza/domicilio.

 

Come per le altre attività produttive e professionali, anche per i cantieri, viene raccomandata l’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, l’adozione di strumenti di protezione individuale; il Decreto raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni.

Come si vede, le indicazioni del DPCM sono estremamente scarne e continuano a rappresentare delle disposizioni di igiene pubblica e non di salute e sicurezza sul lavoro.

Le risposte fornite nelle FAQ richiamano imprese e stazioni appaltanti al rispetto delle misure previste senza chiarire nello specifico chi e in quale modo, nella complessità organizzativa della sicurezza del cantiere, sia chiamato ad attuare le misure raccomandate.

Nell’attuale situazione, vanno anche considerati ulteriori elementi a contorno e tra questi:

le difficoltà di approvvigionamento di materiali e attrezzature, data la sospensione delle attività commerciali al dettaglio;

  • la sospensione delle attività dei servizi di ristorazione, inoltre, rende difficoltoso assicurare i pasti a buona parte delle maestranze impegnate nella realizzazione di opere edili e di ingegneria civile;
  • per lo stesso motivo, soprattutto nei cantieri minori presenti nei centri storici, viene meno la possibilità di ricorrere per mezzo di convenzione, relativamente ai servizi di cantiere, a strutture aperte al pubblico;
  • sempre relativamente ai cantieri, gli stessi spostamenti, spesso effettuati con mezzi aziendali collettivi, rendono difficilmente applicabili le misure di contenimento.

 

Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

In data 14/3/2020, è stato inoltre sottoscritto il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” che contiene linee guida condivise tra le Parti per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio.

Viene stabilito che la prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione. A tal fine le Parti convengono sin da ora il possibile ricorso agli ammortizzatori sociali, con la conseguente riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, al fine di permettere alle imprese di tutti i settori di applicare tali misure e la conseguente messa in sicurezza del luogo di lavoro.

L’obiettivo prioritario è di coniugare la prosecuzione delle attività produttive con la garanzia di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative. Nell’ambito di tale obiettivo, si può prevedere anche la riduzione o la sospensione temporanea delle attività.

Le azioni previste dal protocollo sono le seguenti:

  • informazione
  • modalità di ingresso in azienda volte a contrastare l’ingresso di lavoratori potenzialmente positivi
  • modalità di accesso dei fornitori esterni
  • pulizia e sanificazione in azienda
  • precauzioni igieniche personali
  • dispositivi di protezione individuali
  • gestione degli spazi comuni
  • organizzazione aziendale
  • gestione entrata e uscita dei dipendenti
  • spostamenti interni, riunioni, eventi interni e formazione
  • gestione di una persona sintomatica in azienda
  • sorveglianza sanitaria/medico competente/rls 

  • aggiornamento del protocollo di regolamentazione 


Relativamente al cantiere e al ruolo di committente, direttore lavori e coordinatore per la sicurezza non viene fornita alcuna indicazione.

 

Ruolo del CSE

Considerato il dpcm 11 marzo 2020 e il Protocollo condiviso del 14 marzo 2020, in assenza comunque di disposizioni certe, consapevoli della situazione di emergenza in corso, si invitano i colleghi incaricati nelle attività di direzione lavori e di coordinamento della sicurezza a farsi promotori nei confronti di datori di lavoro e committenti di azioni di sospensione concordata dei lavori o di limitazione degli stessi.

Per altro verso si ritiene che, una volta concordate sospensione o limitazione dei lavori, venendo meno o comunque riducendosi l’attività di presidio del cantiere, vada accertata la messa in sicurezza dello stesso, delle attrezzature e degli impianti installati. Inutile ricordare che i presidi ospedalieri sono attualmente impegnati nella gestione dell’emergenza COVID-19 e che vadano, per quanto possibile, evitate tutte le situazioni di ulteriore aggravio dovute a infortunio di qualsiasi entità.

Qualora committenza e imprese decidano per la prosecuzione delle opere, dovrà trovare applicazione il Protocollo condiviso e l'applicazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali in esso previste.

(*) I costi aggiuntivi, che devono essere riconosciuti alle imprese, dovuti all’implementazione del Protocollo e quindi all’applicazione di misure di igiene pubblica, esulano da quelli determinati e preventivati nel contratto d’appalto.

Direzione lavori, imprese, Committente/RL e CSE definiranno insieme questi ulteriori costi che, data la natura non professionale, non si ritengono rientranti tra i costi della sicurezza di cui al Titolo IV del dlgs 81/2008 ma riferibili a quelli del Codice Civile, relativamente all’appalto, e all’art. 132 del dlgs 163/2006.

L’eventuale definizione di misure organizzative da parte del CSE potrebbe fare riferimento a quanto indicato all’Allegato XV del dlgs 81/2008, al punto 2.3.3., dove si prevede che durante i periodi di maggior rischio dovuto ad interferenze di lavoro, il coordinatore per l’esecuzione verifica periodicamente, previa consultazione della direzione dei lavori, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi interessati, la compatibilità della relativa parte di PSC con l’andamento dei lavori, aggiornando il piano ed in particolare il cronoprogramma dei lavori, se necessario.

Si raccomanda ai Coordinatori attenzione alle dotazioni igieniche dei cantieri come previste nel PSC e a tal proposito i ricorda quanto richiesto dall'Allegato XIII del dlgs 81/2008:

3.1. I locali che ospitano i lavabi devono essere dotati di acqua corrente, se necessario calda e di mezzi detergenti e per asciugarsi.

3.2. I servizi igienici devono essere costruiti in modo da salvaguardare la decenza e mantenuti puliti.

3.3. I lavabi devono essere in numero minimo di uno ogni 5 lavoratori e 1 gabinetto ogni 10 lavoratori impegnati nel cantiere.

3.4. Quando per particolari esigenze vengono utilizzati bagni mobili chimici, questi devono presentare caratteristiche tali da minimizzare il rischio sanitario per gli utenti.

3.5. In condizioni lavorative con mancanza di spazi sufficienti per l’allestimento dei servizi di cantiere, e in prossimità di strutture idonee aperte al pubblico, è consentito attivare delle convenzioni con tali strutture al fine di supplire all’eventuale carenza di servizi in cantiere: copia di tali convenzioni deve essere tenuta in cantiere ed essere portata a conoscenza dei lavoratori.

Il CSE potrebbe ritenere opportuno sensibilizzare ulteriormente i lavoratori promuovendo presso imprese e lavoratori autonomi la diffusione di informazioni sulle misure di igiene pubblica emanate in riferimento al COVID-19.

Corsi di aggiornamento in materia di salute e sicurezza.
Si evidenzia che nelle Indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari, Versione 06 del 13.03.2020, della Regione del Veneto, nelle more di un chiarimento di livello nazionale da parte dei soggetti aventi potere legislativo in materia, ma anche nel citato Protocollo condiviso, si ritiene che il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione professionale e/o abilitante entro i termini previsti per tutti i ruoli/funzioni aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dovuto all’emergenza in corso e quindi per causa di forza maggiore, non comporti l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione. Si ritiene che questa impostazione possa valere anche in riferimento all’aggiornamento del coordinatore per la sicurezza.

Aggiornamento del DVR.
Sempre il medesimo documento precisa che, nell’attuale scenario in cui prevalgono esigenze di tutela della salute pubblica, non si ritiene giustificato l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi in relazione al rischio associato all’infezione da SARS-CoV-2.

Il documento della Regione del Veneto fornisce indicazioni ai datori di lavoro e ai medici competenti senza, per altro verso, definire compiti o raccomandazioni specifiche per i coordinatori della sicurezza.

Mascherine e DPI
L'Art. 16 del DL 18/2020, definisce Ulteriori misure di protezione a favore dei lavoratori e della collettività̀ e stabilisce che contenere il diffondersi del virus COVID-19, fino al termine dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, sull’intero territorio nazionale, per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività̀ sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro, sono considerati dispositivi di protezione individuale (DPI), di cui all’articolo 74, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, le mascherine chirurgiche reperibili in commercio, il cui uso è disciplinato dall’articolo 34, comma 3, del DL 9/2020 che, in relazione  all'emergenza  in atto,  in coerenza  con  le  linee  guida  dell'Organizzazione  Mondiale  della Sanità e in  conformità  alle  attuali  evidenze  scientifiche,  è consentito fare   ricorso   alle   mascherine   chirurgiche,  quale dispositivo  idoneo  a  proteggere  gli  operatori   sanitari;   sono utilizzabili anche mascherine prive del marchio CE previa valutazione da parte dell'Istituto Superiore di Sanità.

COVID-19-Ambienti-di-lavoro-non-sanitari-06-del-13.03.2020.pdf

protocollo-condiviso.pdf

4-aggiornamento-ANCE-COVID19.pdf

 
NOTA del 12/3/2020 su COVID-19 e cantieri.
 
Il Dpcm 11 marzo 2020, al fine di contenere e gestire l'emergenza epidemiologica da COVID-19, considerato il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento dei casi sul territorio nazionale, ha determinato la sospensione di numerose attività.
Dal decreto non emerge una indicazione chiara rispetto alle attività edili e, in ordine alle attività produttive e alle attività professionali, viene raccomandata l’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, l’adozione di strumenti di protezione individuale; si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni.
Come si vede, le indicazioni del decreto sono estremamente scarne e continuano a rappresentare delle disposizioni di igiene pubblica e non di salute e sicurezza sul lavoro. Tutto ciò non chiarisce chi, nella complessità organizzativa della sicurezza del cantieri, sia chiamato ad attuare le misure raccomandate.
Nell’attuale situazione, vanno anche considerati ulteriori elementi a contorno e tra questi:
• le difficoltà di approvvigionamento di materiali e attrezzature, data la sospensione delle attività commerciali al dettaglio; 
• la sospensione delle attività dei servizi di ristorazione inoltre rende difficoltoso assicurare i pasti a buona parte delle maestranze impegnate nella realizzazione di opere edili e di ingegneria civile;
• sempre relativamente ai cantieri, gli stessi spostamenti, spesso effettuati con mezzi aziendali collettivi, rendono difficilmente applicabili le misure di contenimento.
In assenza di disposizioni certe, consapevoli della situazione di emergenza in corso, si invitano i colleghi incaricati nelle attività di direzione lavori e di coordinamento della sicurezza a farsi promotori nei confronti di datori di lavoro e committenti di azioni di sospensione concordata dei lavori o di limitazione degli stessi.
Per altro verso si ritiene che, una volta concordate sospensione o limitazione dei lavori, venendo meno o comunque riducendosi l’attività di presidio del cantiere, vada accertata la messa in sicurezza dello stesso e delle attrezzature e degli impianti installati. Inutile ricordare che i presidi ospedalieri sono attualmente impegnati nella gestione dell’emergenza COVID-19 e che vadano, per quanto possibile, evitate tutte le situazioni di ulteriore aggravio dovute a infortunio di qualsiasi entità.
 
In ogni caso si evidenzia che nelle Indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari, Versione 04 del 11.03.2020, della Regione del Veneto, nelle more di un chiarimento di livello nazionale da parte dei soggetti aventi potere legislativo in materia, si ritiene che il mancato completamento dell’aggiornamento della formazione professionale e/o abilitante entro i termini previsti per tutti i ruoli/funzioni aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dovuto all’emergenza in corso e quindi per causa di forza maggiore, non comporti l’impossibilità a continuare lo svolgimento dello specifico ruolo/funzione. Si ritiene che questa impostazione possa valere anche in riferimento all’aggiornamento del coordinatore per la sicurezza.
Sempre il medesimo documento precisa che nell’attuale scenario in cui prevalgono esigenze di tutela della salute pubblica, non si ritiene giustificato l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi in relazione al rischio associato all’infezione da SARS-CoV-2.
Il documento della Regione del Veneto fornisce indicazioni ai datori di lavoro e ai medici competenti senza, per altro verso, definire compiti o raccomandazioni per i coordinatori della sicurezza.

 

---------------------NOTA DEL 11.03.2020------------------------

Data la situazione di emergenza dovuta all’epidemia di COVID-19 e relativamente alla permanenza delle attività legate alle opere edili e di ingegneria civile, allo stato attuale, non vi sono indicazioni volte alla sospensione di tali attività.

Il DPCM 8/3/2020, infatti, non vieta gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative nell'ambito delle aree individuate all'art. 1 (estese a tutto il territorio nazionale dal DPCM 9/3/2020).

L'Ordinanza, sempre del 8/3/2020, esclude l'applicabilità del divieto di spostamento relativamente alla filiera produttiva.

Quindi, allo stato attuale, non sussistono limitazioni alle attività dei cantieri.

In materia di salute e sicurezza sul lavoro, risultano di fondamentale utilità le indicazioni fornite dalla Regione del Veneto in data 3/3/2020COVID-19: indicazioni per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari, che invitano i datori di lavoro alla adozione delle misure di igiene pubblica e alla promozione di una corretta prassi igienica a tutela dei lavoratori e dei terzi.

Il citato documento, inoltre, rispetto alla necessità di aggiornare il DVR in riferimento agli ambienti di lavoro non sanitari, chiarisce che nell’attuale scenario, in cui prevalgono esigenze di tutela della salute pubblica, non si ritiene giustificato l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi in relazione al rischio associato all’infezione da SARS-CoV-2 (se non in ambienti di lavoro sanitario o socio-sanitario o comunque qualora il rischio biologico sia un rischio di natura professionale, già presente nel contesto espositivo dell’azienda).

Nelle condizioni ordinarie POS e PSC non richiedono aggiornamento in relazione al COVID-19.

Si raccomanda ai Coordinatori attenzione alle dotazioni igieniche dei cantieri come previste nel PSC.

Si ricorda quanto richiesto dall'Allegato XIII del dlgs 81/2008, al punto 3.1. I locali che ospitano i lavabi devono essere dotati di acqua corrente, se necessario calda e di mezzi detergenti e per asciugarsi.

Il CSE potrebbe ritenere opportuno sensibilizzare ulteriormente imprese e lavoratori autonomi informando gli stessi sulle misure di igiene pubblica emanate in riferimento al COVID-19.

Eventuali situazioni di particolare affollamento del cantiere o di aree dello stesso potrebbero essere gestite con misure organizzative. In tal senso, anche se non direttamente riferibili ai possibili pericoli generati dal COVID-19, si fanno presenti le indicazioni di cui all’Allegato XV del dlgs 81/2008, al punto 2.3.3., dove si prevede che durante i periodi di maggior rischio dovuto ad interferenze di lavoro, il coordinatore per l’esecuzione verifica periodicamente, previa consultazione della direzione dei lavori, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi interessati, la compatibilità della relativa parte di PSC con l’andamento dei lavori, aggiornando il piano ed in particolare il cronoprogramma dei lavori, se necessario.